Il cosiddetto tempio di Ercole datato nel suo primo impianto alla fine del VI sec. a.C. E' in stile dorico e presentava 6 colonne sul lato breve e 15 su quello lungo. Le attuali 8 colonne visibili sul lato sud sono state rialzate a partire dal 1921 grazie al finanziamento del capitano inglese Alexander Hardcastle.
Data del V secolo a.C. ed è il tempio dorico più grande del mondo, ma oggi presenta solo pochi resti dato che è stato utilizzato per diversi secoli come cava. All'interno del perimetro è visibile il cosiddetto Gigante che dorme, copia del Telamone custodito al Museo archeologico regionale di Agrigento.
Data del 460 circa a.C. E' in stile dorico Non si conosce il nome della divinità cui era stato dedicato. Quello attuale gli è stato attribuito nel XV secolo. Aveva 6x13 colonne. La maggior parte di quelle attualmente in piedi sono state ricostruite alla fine del XVIII secolo.
Data del 430 circa a.C. e non è mai stato ricostruito. E' in stile dorico . Non si conosce il nome della divinità cui era stato dedicato. Quello attuale gli è stato attribuito nel XV secolo. Il suo ottimo stato di conservazione lo si deve al fatto che è stato riutilizzato come chiesa. Presenta 6x13 colonne e rappresenta il punto di arrivo dell'architettura dorica.
Data della seconda metà del V secolo a.C. Come gli altri templi di Agrigento è in ordine dorico. Non si conosce il nome della divinità cui era stato dedicato. Quello attuale gli è stato attribuito nel XV secolo. Presentava 6x13 colonne. Le uniche due colonne che rimangono sono state ricostruite rialzate a partire dal 1928 grazie al finanziamento del capitano inglese Alexander Hardcastle. Il tempio fu usato come cava e oggi presenta pochi resti visibili in situ.
Dalle fonti storiche apprendiamo che sull'acropoli di Akragas sorgevano tre templi di cui uno era dedicato ad Atena Lindia. Si tratta forse del tempio su cui sorge la chiesa di Santa Maria dei Greci, in pieno centro storico, sulla collina di Girgenti. E' in stile dorico . Il tempio aveva sei colonne sul lato breve, ma non si conosce il numero esatto delle colonne sul lato lungo. Data del V secolo a.C.
Sorge fuori le mura della città di Akragas e data del IV secolo a.C. E' in stile dorico e presenta due sale: un atrio di ingresso (pronao) preceduto da due colonne e un vano rettangolare (naos) la cui parete posteriore é caratterizzata esternamente da due mezze colonne scanalate. Nel temenos del tempio sono visibili i resti degli edifici che costituivano l'ospedale del tempo. L'attribuzione del tempio e santuario ad Asclepio è sicura poiché attestata sia dalle fonti storiche che dai trovamenti archeologici.
Sorge sul fianco della Rupe Atenea e data del V secolo a.C. E' in stile dorico e presenta due sale: un atrio di ingresso (pronao) preceduto da due colonne e un vano rettangolare (naos). Una parte del tempio è incorporata nella chiesa medievale di San Biagio.
L'area sacra dedicata alle divinità ctonie, cioè della terra, Demetra e sua figlia Persefone, si trova ad ovest del tempio di Zeus Olimpico, vicino porta V e comprende resti di edifici sacri, depositi di ex voto ed altari. L'angolo di tempio dorico attualmente visibile, detto tempio dei Dioscuri o Castore e Polluce, è frutto di una ricostruzione non fedele all'originale effettuata nella prima metà del XIX secolo.
Sorge dietro il museo archeologico e fu costruito in epoca romana nel I o II secolo d.C. Probabilmente dedicato alla dea Iside, la dea madre egizia, il cui culto fu introdotto in Italia dai mercenari dell'esercito romano al ritorno dalla campagna d'Egitto e diffusosi soprattutto in età imperiale, si compone di cella e pronao ad avancorpo su podio.
Gli attuali nomi dei templi datano del XVI secolo e sono stati attribuiti dal domenicano Tommaso Fazello De rebus siculis decades dues, 1568, che usò nomi di divinità romane.