La processione di San Calogero ad Agrigento con le guide turistiche abilitate
 

San Calogero di Agrigento

Riti religiosi ad Agrigento. I riti locali sono un'esclusiva delle comunità in cui hanno origine. Solo con Agrigento guide turistiche potrete cogliere il significato di questa festa.

Agrigento guide turistiche

Visite guidate della Valle dei templi e del museo archeologico Pietro Griffo. La festa di San Calogero si ripete ogni anno e con le stesse modalità tipiche del rito. Infatti il rito, in quanto tale è immutabile. Rito dal greco arithmós=folla.
Hotel nella Valle dei Templi

La Festa di San Calogero


I festeggiamenti si svolgono dalla I alla II Domenica di Luglio.

Incerte sono le origini di questo Santo, che è senza dubbio il più amato dagli agrigentini anche se non è il patrono che è San Gerlando.

Alcuni ritengono che venne dalla Bitinia, in Turchia, per altri, invece, da Costantinopoli. La tradizione lo vuole comunque di pelle nera. Il nome deriva I tammurinara di San Calogero di Agrigento dal greco, e significa "bel vecchio"; sappiamo comunque che con questo appellativo veniva denominato un ceto di personaggi rispettabili per ricchezza o per meriti, un ceto di filantropi eroi del sacrificio e dell'abnegazione. Così si spiegherebbero anche i tanti San Calogero di Sciacca, Naro, Canicattì, Raffadali ecc.

La storia di San Calogero risale al IV-V secolo: il Santo scampò alle persecuzioni che stavano decimando le chiese cristiane dell'Africa settentrionale rifugiandosi in Sicilia.

Approdò inizialmente presso capo Lilibeo, insieme a San Gregorio e al diacono Demetrio, e da lì si mossero verso le zone più interne della Sicilia evangelizzando. Ma anche qui andarono incontro a persecuzioni:La devozione dei fedeli di Agrigento Demetrio e Gregorio vennero catturati e subirono crudeli martiri, mentre Calogero si rifugiò sul Monte Kronio, presso Sciacca, dove operò prodigiose guarigioni usando le acque delle terme. Ed a Sciacca sorge oggi uno dei maggiori Santuari a lui dedicati.

Il Santo viaggiò ancora per tutta l'isola poiché grande era la sua popolarità come taumaturgo. Ad Agrigento sostò per qualche tempo presso una grotta sita dove ora sorge il suo Santuario.

Abitò ancora a Naro, dove ancora esiste la sua grotta, inglobata nella chiesa a lui dedicata.

Gli ultimi anni della sua vita il Santo li trascorse sul monte Kronio, gravemente ammalato. Si narra che suo Agrigento: la processione di San Calogerounico conforto fosse una cerva che gli forniva il latte, ed il cacciatore che sfortunatamente la uccise scoperto ciò, poiché la cerva ferita fece ritorno alla grotta, toccato profondamente da ciò vestì da allora il saio ed assistette il Santo fino alla morte in quella grotta. Ed è lì che oggi sorge una chiesa meta di pellegrinaggio

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