RACALMUTO |
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Popolazione: 10.000 abitanti ca.
Distanza da Agrigento: 37 Km; Altezza 440 m.
Compreso tra le valli dei fiumi Platani e Salso, la sua struttura urbanistica risale al tardo Medioevo e si estende su 6.752 ettari. Città di origine araba. È gemellata con la città di Hamilton in Canada. Il nome deriva dall'arabo "Rahalmut", che significa: casale dei morti. La primordiale presenza umana viene attestata dalla grotta di S. Diego che ci riporta a 50 mila anni fa. Le tante tombe a forno sparse sul territorio dimostrano insediamenti pre-Sicani da cui si dipartono i codici genetici dei Racalmutesi. Altre tombe a forno con corredi di ceramica del II sec. a.C. sono state rinvenute, così come delle monete greche che comprovano presenze siciliote nella zona di Casalvecchio-Grotticelle. Secondo alcuni studiosi le Grotticelle sarebbero un ipogeo cristiano e il ritrovamento di monete bizantine del VI-VII sec. d.C. nella contrada Montagna, testimonia un'operosa presenza cristiana a Racalmuto sin dagli albori del Cristianesimo in Sicilia. Ma ultimamente sono affiorate anche strutture murarie abitative risalenti ad epoca ellenistico-romana nella zona di Grotticelle. La pagina più buia della storia di Racalmuto è quella del dominio arabo. Di certo sappiamo che caduta Agrigento nell'828 in mano ai musulmani, la popolazione bizantina del territorio di Racalmuto finì sotto il dominio arabo. Sappiamo che verso l'840 i nuovi padroni furono i Berberi, possiamo ritenere che essi non distrussero religione, usi e costumi degli indigeni bizantini, che continuarono a coltivare grano e vite nelle zone alte del territorio. I vincitori si assestarono invece nelle valli, vicino alle fonti d'acqua della fontana del Raffo, dedicandosi per lo più alla coltivazione degli ortaggi. Arabo è certamente, comunque, il toponimo: Rachal Chammout. Nei primi decenni del XIII sec. si impossessò di Racalmuto Federico Musca, il quale lo conferisce dopo a Nigrello di Belomonte. La signoria dei Nigrello però durò poco, e nel corso dei Vespri Racalmuto appare come un Comune autonomo, un centro agricolo di poco più di 900 abitanti. Cosa sia avvenuto poi tra il 1375, quando Racalmuto era una modesta terra del potente marchese Chiaramonte, e la metà del XVI sec. Ci fu comunque un forte salto di intensità abitativa dovuto ad un massiccio afflusso di forestieri provenienti dalle vicine terre marine e fuggiti per la paura dei pirati. Il XIV sec. vede i Carretto impossessarsi prima, e padroneggiare poi, la terra di Racalmuto, ed ancora tutto il XVIII sec. è alle prese con gli eredi dei Del Carretto. Si ebbero varie controversie di cui la più celebre fu quella contro il "terraggio" (tributi dovuti ai baroni), che si concluse nel 1789 con sentenza liberatoria per i racalmutesi. L'Ottocento fu segnato tutto dalla scoperta e dallo sfruttamento delle miniere di zolfo e del salgemma.
Comuni limitrofi : Grotte - km.1, Canicattì - km. 13, Comitini - km. 15.
LA MADONNA DEL MONTE
La festa si svolge la seconda domenica di Giugno.Essa deriva da una leggenda secondo la quale un nobile siciliano, tornato in patria dopo cinque anni di peregrinazioni sbarcò ad Agrigento portando con sé una Madonna in marmo bianco. Per la notte prese riposo sotto un monte, ma l'indomani i buoi che la trasportavano non vollero spostarsi di un po'. Così si capì che la Madonna non voleva spostarsi da quel luogo e lì fu eretto un tempio detto di Maria del Monte. La festa si svolge in tre giornate. Si inizia il venerdì con una solenne processione della statua della Vergine con fiaccolata. Il secondo momento è quello del sabato, costituito dalla processione dei "ciralii", ceri che sono ex voto delle antiche corporazioni. Il più bello ed il più adorno è quello degli scapoli e si svolge una gara per la conquista del cero tra gli scapoli. La domenica si svolge l'ultima solenne processione della Madonna. Il simulacro passa su un carro addobbato a forma di nave e scortato da marinai in costume cinquecentesco, attraversa il corso e giunge al Santuario, seguita da una cavalcata storica.
LA SAGRA DI LI MULUNA
16 luglio
Si tiene in occasione della festa della Madonna del Carmine
I monumenti | IL CASTELLO CHIARAMONTANO | LA CHIESA MADRE | LA CHIESA DEL CARMELO |
| LA CHIESA SANTUARIO DI MARIA SS. DEL MONTE | IL TEATRO REGINA MARGHERITA | LA FONDAZIONE LEONARDO SCIASCIA |
IL CASTELLO CHIARAMONTANO - CASTRUM RACALMUTI
Sorge nel centro urbano nella piazza Umberto ed è conservato nelle sue parti principali.LA CHIESA MADRE
Venne edificata nel 1620 nel periodo in cui i Del Carretto erano Signori del paese.LA CHIESA DEL CARMELO
Si trova nella piazza omonima sita nella parte alta della città ed è annessa all’ex convento dei frati dell’ordine carmelitano che risale al XVI secolo. Il convento fu trasformato in ospedale per i poveri nel 1898 e prese il nome di Ospedale di Maria SS. Del Monte.
Una parte dell’edificio è occupata dalla suore Bocconiste che assistono le orfanelle ed i vecchi in povertà.
Antistante la chiesa, sopra la scalinata che simboleggia il Golgota, avviene il rito della crocifissione di Cristo durante il Venerdì Santo.
La facciata è in stile neoclassico. Arretrata rispetto alla facciata s’innalza la torre campanaria in mattoni rossi che ospita l’ orologio.
L’interno ha pianta a croce latina ad unica navata e termina con un presbiterio ad abside circolare.
Da notare il sarcofago in granito rosso contenente il corpo imbalsamato di Girolamo II del Carretto morto nel 1622 che ricorda quello di Federico II di Svevia nella Cattedrale di Palermo.
La chiesa custodisce inoltre due grandi tele di Pietro d’Asaro, il monocolo di Racalmuto, pittore caravaggesco, raffiguranti il Crocifisso con i SS. Ausiliatori e la Sacra Famiglia del primo ‘600.
LA CHIESA SANTUARIO DI MARIA SS. DEL MONTE
Fu costruita nel XVIII secolo e custodisce il simulacro della Madonna la cui festa è la più importante del paese ed è stata descritta da Leonardo Sciascia di cui in questa stessa chiesa si tennero i funerali nel 1989.IL TEATRO REGINA MARGHERITA
Sorge accanto al Municipio, in piazza della Repubblica e risale nella seconda metà dell'800. Fu progettato da Dionisio Sciascia, allievo del grande Basile e autore anche del teatro di Agrigento. La sua struttura ricalca, in piccolo, quella del teatro Massimo di Palermo.LA FONDAZIONE LEONARDO SCIASCIA
La Fondazione nata nel 1991 è ospitata in una vecchia centrale elettrica ristrutturata dall'Architetto veneziano Antonio Foscari.