Gli scavi di Akragas con le guide di Agrigento
 

Guide turistiche autorizzate di Agrigento

L'impianto urbano ortogonale meglio conosciuto come impianto ippodameo in realtà è una creazione siceliota avvenuta tra la fine dell'VIII e gli inizi del VI sec. a.C. Visite guidate storico monumentali di Agrigento

Il quartiere Ellenistico-Romano di Agrigento


Scavato negli anni '50 da Pietro Griffo il cosiddetto quartiere-ellenistico romano permette di cogliere l'assetto costruttivo della città nel periodo che inizia alla fine del III sec a.C.

Si trova nella adiacenze dell'agorà. Ha una superficie di 15.000 mq in cui sono state identificate oltre 20 case

Le case furono ordinate e disposte a terrazze in un chiaro sistema ippodameo tra cardines nord-sud paralleli e incrocianti un decumanus, pavimentato nella sua ultima fase (III-IV sec d.C.) in opus spicatum di cotto. L'impianto del quartiere ha ripreso quello del VI-V sec a.C. con le plateiai e gli stenopoi. La plateia massima che corrisponde alla statale 118 aveva una larghezza di 11 m, le altre di 7 m. Gli stenopoi (larghi 5 m.) ipotizzabili saranno stati una quarantina e distavano l'uno dall'altro 35 m.

Riguardo l'organizzazione urbana le parti del quartiere sono concepite e articolate in un sistema di blocchi ampi poco più di un actus (120 piedi = cm. 3.552 circa ed indicava convenzionalmente la lunghezza del solco che una coppia di buoi aggiogati poteva di norma aprire con una sola spinta violenta: Plinio, Naturalis Historia 18.3.9) e attestati al decumano, disposti e inseriti in un tracciato regolare di strade.

Nel quartiere si susseguono case con ampio peristilio di moda ellenistica; case di tipo pompeiano con atrio compluviato e peristilio a ridosso del tablinium; case con corridoio di disimpegno tra la serie delle stanze più notevoli da una parte, l'atrio e le stanze minori dall'altra; case con cortile traverso e porticus fenestrata.

L'area del quartiere fu frequentata fino al VII sec d.C. come provano le lucerne a ciabatta qui ritrovate.

 

CASA DEL PERISTILIO

Il peristilio è fornito di vasca al centro e di cisterna sotto il portico occidentale.

 

CASA DELL'ATRIO IN COTTO

Adiacente alla precedente presenta nella zona centrale una bella pavimentazione in mattoni rossi di cotto.

 

CASA DEL CRIPTOPORTICO

Ha portico rettangolare allungato. Gli spazi intercolonnari furono chiusi in epoca successiva da un basso muro o parapetto che diede al portico il suo aspetto caratteristico, donde il nome.

 

CASA DEI DUE PIANI

A nord della precedente, di modeste dimensioni. Ha un atrio eccentrico fornito di pozzo o cisterna su cui si affacciano da due lati i vani principali della casa (in serie di tre per ogni lato) e dagli altri due i servizi e gli accessori. Una scala in fondo portava al piano superiore.

 

CASA DELLE SVASTICHE

Sullo stenopos II a sinistra di fronte alla Casa a due piani, cosiddetta dalla presenza di un pavimento in opus tessellatum in bianco e nero di svastiche (croci uncinate) fra meandri.

 

CASA DEL MOSAICO DELLE QUATTRO STAGIONI

Vi fa spicco un vano rettangolare in cui è da riconoscere un tablinium, o forse una stanza di tipo semplice per il pranzo. Il mosaico del pavimento a decorazione geometrica è ripartito in 6 riquadri: quattro di essi erano arricchiti dalle figure di altrettante teste, due a due maschili e femminili, rappresentanti le quattro stagioni di cui si conservano solo la Primavera e l'Estate.

 

CASA DELLA GAZZELLA

Si nota una coppia di vani attigui e comunicanti con pavimenti rivestiti di eleganti mosaici policromi e motivi geometrici. Al centro di uno di essi era un piccolo emblema quadrato in minutissimo opus vermiculatum, raffigurante un'esile gazzella specchiatesi in una pozza d'acqua che sgorga dalla sovrastante rupe. L'emblema è custodito nella Sala dell'abitato del museo archeologico di Agrigento

 

CASA DEL MAESTRO ASTRATTISTA

Prospiciente sullo stenopos III si raggiunge passando per l'ambitus che separa due case. è la casa più bella e più ricca del complesso.

Ha un atrium in opus spicatum con pozzo ancora attivo, in perfetto stato di conservazione. Interessantissimo il mosaico del quinto vano fatto di esagoni con varia ornamentazione che imita forse le venature del marmo, resa in una interpretazione di singolare gusto astrattista (da cui il nome dato alla casa).

 

CASA DEL KANTHROS, CASA DEL DIONISO, CASA DELL'ATLETA, CASA DELLE AFRODITI

Tutte sullo stenopos III e prendono il nome: la prima da un particolare motivo, il kantharos, inserito nella decorazione musiva di un suo pavimento; la seconda da una piccola testa di Dioniso in marmo, la terza da un torsetto efebico o di atleta in marmo, la quarta da un numeroso gruppo vario per stile e per tipologia di statuette fittili di Afroditi in esse rinvenuti.

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