Visite guidate del Centro Storico
 

Visite guidate Agrigento.

Visitate la provincia di Agrigento con le guide turistiche abilitate dalla Regione Sicilia

Guide turistiche Agrigento

La visita del parco archeologico comprende gli scavi di Akragas e la Valle dei Templi con le guide turistiche autorizzate.
hotel Agrigento

Popolazione: 13.000 abitanti ca.

Distanza da Agrigento: 91 Km S.S. 115

Risale al paleolitico la prima presenza umana sul territorio di Menfi. Circa 700 mila anni fa la zona era percorsa da bande di cacciatori. Lo testimoniano il rinvenimento di alcune schegge di quarzite lavorate come armi rudimentali usate per uccidere gli elefanti, dei quali sono state ritrovate le zanne. I primi insediamenti residenziali risalgono all'età del bronzo e del ferro (VII-VI sec. a.C.). In località Montagnoli, nei pressi della foce del Belice, sono state rinvenute alcune sepolture ed un'acropoli sede di una comunità silvo-pastorale. Secondo la leggenda potrebbe essere l'antica città sicana Inycon, l'arcaica sede del regno di Kokalos. Nel 650 a.C. i greci, provenienti da Megara Iblea, fondano la colonia di Selinunte e conquistano il territorio interno. Sull'Hipsas (l'attuale Belice) istituiscono posti di controllo e insediano un phrourion (avamposto fortificato) a Montagnoli. Numerosi rinvenimenti (tegole, urne cinerarie e anfore vinarie) dell'epoca greco-selinuntina comprovano l'esistenza di molti insediamenti agricoli. Nel 210 a.C. la Sicilia diventa una provincia dell'Impero Romano. Nel circondario di Menfi le fattorie greche vengono soppiantate da quelle romane. I prodotti agricoli vengono esportati via terra e mare. Nel VI sec. d.C. una comunità paleocristiana si insedia laddove sorgerà dopo l'abitato di Menfi. Intorno all'840, coloni di razza berbera coltivano l'agro ad est del Belice suddividendolo in distretti militari muniti di casali. Il predominio saraceno sul contado dura fino al 1093 quando il re normanno Ruggero I include l'agro di Borgiomilluso nella diocesi di Girgenti. Nel 1222 una rivolta delle contrade saracene viene soffocata da Federico II che distrugge i casali e deporta gli abitanti. Nel 1230 accanto ala Chiesa di Santa Caterina del Belice viene costruito un lebbrosario che sarà gestito dai cavalieri di San Lazzaro. Lo stesso Federico II nel 1239 fa costruire una torre per favorire il ripopolamento dell'agro. Quarant'anni dopo Giacomo I d'Aragona istituisce il Baronato di Burgiomilluso e lo concede in premio a Corrado Rodolfo Manuele che provvede ad ampliare il maniero federiciano. Tra il 1316 e il 1345 Burgiomilluso è sottoposta a vari attacchi da parte degli angioini. Una erede dei Manuele sposando Francesco Ventimiglia porta in dote Burgiomilluso. La Baronia passa ancora in dote a Nino Tagliavia Barone di Castelvetrano. Duecento anni dopo, nel 1549, la Baronia di Burgiomilluso diviene Contea di Borgetto. Nel 1606 la contea passa a Giovanni d'Aragona Tagliavia Pignatelli, viceré di Sicilia. è l'inizio del dominio dei Pignatelli ai quali si deve in gran parte la realizzazione della cittadina con la caratteristica pianta a scacchiera. Nel 1638 Diego Aragona Tagliavia Pignatelli istituisce il contratto enfiteutico con il quale affitta la terra ai coloni. Ciò porta ad una crescita demografica e ad uno sviluppo notevole dell'attività agricola. In città vengono costruiti il Palazzo Pignatelli e la Chiesa Madonna delle Grazie. è il 1683 quando viene emanato l'atto di Carlo II, Re di Spagna e Re di Sicilia, che eleva a Comune autonomo il Castello di Burgiomilluso che così prende il nome di Comune di Terre di Menphis. Terra di Menphis entra a far parte del principato di Castelvetrano che, per quasi duecento anni, resterà della famiglia Pignatelli e rami collaterali o imparentati. Finché nel 1812 viene abolito il feudalesimo e Terre di Menphis entra a far parte del regio demanio. L'anno successivo il Comune prende l'attuale nome di Menfi. Ai principi del XIX sec. l'economia agricola del menfitano è fiorente tanto che, nel 1832, per esportare più rapidamente prodotti vengono costruiti l'imbarco doganale di Porto Palo e la ferrovia che collega a Castelvetrano. Nella seconda metà del secolo scorso Menfi prende la forma di una città ricca, popolosa e dotata di tutte le strutture giudiziarie e amministrative. Con la ripartizione delle terre agli agricoltori al principio di questo secolo si ha un grande sviluppo, in particolare, in particolare con la coltivazione di vite, carciofi ed olivo. Prendono forma alcune istituzioni cooperative. La più antica fu la Napoleone Colajanni, mentre la più importante è senza dubbio la Cantine Settesoli (1965), ancora oggi la più rilevante realtà economica di Menfi. Nel 1968 la città viene colpita e danneggiata dal sisma del Belice. La ricostruzione ha portato ad una grande espansione della città ed alla crescita delle attività economiche delle quali la viticoltura costituisce il settore trainante.

Comuni limitrofi : Sciacca - km. 20, S.Margherita Belice. - km.13, Sambuca - km. 17.

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Le feste religiose

FESTA DI SAN GIUSEPPE

Nella prima quindicina di agosto, Menfi vive la tradizionale festa di San Giuseppe, che si svolge per tre giorni durante i quali è possibile assistere alle famose corse dei “berberi” (cavalli montati da fantini) che, nel percorso di via Vittoria, si disputano il “Palio Millusiano”, ampio drappo di seta ricamato a mano con l'effigie del Santo. la tradizione vuole che queste corse rappresentino i berberi, allontanati dall'agro Menfitano da Federico li di Svevia nel 1222. Attualmente, durante la sera della domenica, ultimo dei tre giorni di festeggiamenti, si svolge la solenne processione col simulacro del Santo che attraversa le vie principali del centro, per l'occasione ben illuminate.

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Le feste popolari

SAGRA DEL VINO E DELLA SPIGOLA

Primi giorni di luglio.

Questa festa del vino è una delle manifestazioni più importanti d'Italia e sono presenti tutte le cantine sociali siciliane. Menfi, che ha un antico legame con le uve da mosto, è stata anche inserita nel circuito delle Città del vino. Le degustazioni ai vini e ai prodotti siciliani sono guidate. Si svolgono diversi convegni sul tema dell'enogastronomia e la presentazione di pubblicazioni e di spettacoli allegorici completa la manifestazione. Il titolo Inycon, Menfi e il suo vino prende spunto dall'antica città famosa per il vino i cui resti si posso ammirare in contrada Montagnoli di Menfi. Durante la festa vi sono anche mostre di prodotti artigianali. Insieme al vino sono offerte anche le spigole d'allevamento.

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I monumenti

IL CASTELLO

Sorge sulla piazza Vittorio Emanuele e venne eretto da Federico II di Svevia su impianto saraceno nel 1239 per proteggere l'abitato esistente nella zona di caccia del basso Belice.

Prima del terremoto del 1968 rimaneva solo la Torre Federiciana di forma irregolare a quattro piani con un'altezza di metri 18.58 formata da due edifici quadrangolari tra loro riuniti ed addossati per metà di lato.

Il sisma del gennaio 1968 ha completamente distrutto la torre. è stata ricostruita conservando i ruderi e riprendendo la forma irregolare.

Gli Angioni nell'aprile del 1313 al tempo di Federico II di Aragona tentarono di riprendere la Sicilia sbarcando a Castellammare del Golfo. Dopo avere saccheggiato Salemi e Castelvetrano recandosi a Sciacca si trovarono a combattere contro il castello di Menfi e non riuscirono a prenderlo per cui il castello ebbe fama di essere imprendibile.

Nel 1638, Diego Tagliavia Aragona al posto del castello ormai in rovina edificò il palazzo contiguo alla vecchia torre che venne poi adibita a carcere baronale.

Nel 1748 Pietro Calia di 19 anni e Maria Amoroso di 30 vennero condannati alla forca per avere ucciso la madre di lei che si opponeva al loro illecito amore. Dopo essere stati rinchiusi nella torre e dopo essere stati giustiziati la testa e le mani della donna furono recise e appese alle mura.

Dal 1869 divenne carcere mandamentale mentre nel palazzo adiacente che deturpato non conserva nulla dello stile secentesco hanno sede la pretura e l'abitazione dell'attuale proprietario Nicolò Aragona Cortes principe Pignatelli.

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