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Guide turistiche e Visite guidate ad Agrigento

Visitate Agrigento e le sue bellezze monumentali. Storia e tradizioni della provincia di Agrigento.

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Popolazione: 450 abitanti ca.

Dista da Porto Empedocle 71 miglia e 23 da Lampedusa. La superficie dell'isola è di Kmq. 5,3. Ha una forma quasi circolare e la larghezza massima raggiunge i Km 3,5. Linosa durante i secoli è stata battezzata con diversi nomi. Linosa è strutturata geologicamente in maniera diversa da Lampedusa. Ha un'origine vulcanica: essa è sorta dal fondo marino (da circa 500 m.) per successive eruzioni vulcaniche che si sono succedute durante i millenni, ed appartiene pertanto alla cosiddetta "linea di fuoco" della penisola italiana. La roccia che costituisce la base dell'isola, fu emessa sott'acqua. Successive eruzioni fecero poi sorgere l'isola dal mare, portando in superficie anche la panchina tufacea fossillifera. Nell'isola sono oggi visibili almeno cinque crateri: Il più antico, detto "Fossa del Cappellano", che ha un diametro di circa 600 metri; Il "Monte Rosso", alto circa 186 metri, e così chiamato per il colore della sua cenere vulcanica; Il "Monte Vulcano", che è il più alto con i suoi 195 metri. Stupendi sono i riflessi azzurri e giallo-oro brillante della cenere cristallina nera del suo pendio; "Monte Nero", alto 107 metri; il craterino "Canto del Cigno", con un cratere di circa 70 metri a 50 m. sul mare, che è probabilmente il più recente, risalendo a 2500 anni fa. Dopo queste eruzioni i condotti eruttivi si sono otturati e solidificati. Certamente durante e dopo l'attività vulcanica, l'isola dovette essere teatro di apocalittici terremoti, come dimostrano i faraglioni di Levante, pezzi di montagna staccatisi da Monte Vulcano. Si crede che Linosa e Pantelleria possano essere collegate a 50 m. di profondità da un'antica colata lavica. Linosa possiede fondali molto profondi, 300 m. circa, ed il suo mare è particolarmente pescoso; le tartarughe Caretta-Caretta hanno scelto le sue spiagette per depositarvi le uova, e gli uccelli migratori spesso vi fanno sosta. Talvolta a mare si avvistano anche i barracuda ed il trigone Dasyatis. La popolazione conta intorno ai 450 abitanti. Il suo antico nome era Algusa o Aethusa, che dal greco "Aetos" significa "Aquila con le ali abbassate" e quindi "Isola delle Aquile". Alla parola "Aetos", si ricollega anche quella di "etite", cioè "ferro ossidato"; gli antichi infatti ritenevano che questo minerale venisse portato dalle aquile nel loro nido, e gli attribuivano virtù meravigliose. Avendo quindi notato il colore "ocra scuro" della cenere vulcanica dell'Isola, pensarono che le aquile venissero qui per fornirsi del minerale. Da qui il nome di Aethusa. L'isola fu abitata certamente dai Greci prima e poi da Romani, come dimostrano le 150 cisterne per raccogliere le acque piovane, che sono di tipica costruzione romana. Esse sono situate vicino ai pendii per potere raccogliere maggiori quantità di acqua mediante canaletti. I Romani rimasero nell'isola certamente fino all'epoca delle guerre puniche, dopodiché l'abbandonarono. L'isola fu dominata ancora dai Saraceni e dai pirati, e seguì poi le sorti di Lampedusa nelle appartenenza alla varie famiglie nobili. Nel 1555 la flotta di Carlo V guidata dall'Ammiraglio Andrea Doria andò a sfracellarsi, in parte, nella "Secca Levante". La data più importante per l'isola è il 1845, in cui comincia la sua storia moderna, grazie al Governatore Capitano Bernardo Maria Sanvisente che, con un certo numero di persone al suo seguito, dopo una forte opera di derattizzazione, installò nell'isola un piccolo insediamento umano. L'Isola visse dei momenti difficili durante la II Guerra Mondiale, quando rimase isolata per 13 lunghi mesi. I linosiani rimasti senza scorte di farina e di altri beni, si ingegnarono costruendo dei mulini casalinghi e ricavando la farina dall'orzo e dalle lenticchie e l'olio dalle bacche dei lentischi. Il fascino dell'isola è dato in gran parte anche dalla policromia delle sue case le cui porte e finestre sono dipinte in colori accesi, per cui si stagliano meglio sullo sfondo vulcanico della terra.

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