Prenotazioni visite guidate di Agrigento e della provincia
 

Agrigento: Le guide turistiche autorizzate.

Visitate la città di Agrigento e i resti dell'antica akragas preferendo una visita guidata ad una semplice passeggiata.

Visitate il territorio di Agrigento.

Le migliori escursioni turistiche con le guide professionali della prov. di Agrigento.
hotel di fronte al tempio di Ercole ad Agrigento

Popolazione: 1.695.

Distanza da Agrigento: 66 Km S.S. 115+ o S.S. 118 via Bivona.

Piccolo, fiorente centro, è posto alle falde collina di San Calogero (370 m slm), in prossimità di una vallata irrigata dal fiume Sosio-Verdura. Il suo territorio, oggi "Troccoli", è stato teatro di lotte e terra di conquista sin dall'età del Bronzo. In passato veniva chiamato "Kratas" ed era abitato dagli antichi Sicani, popolo pacifico che subì le colonizzazioni dei greci e dei romani. Nel 1098 questo territorio fu donato dal conte Ruggero all'archimandrita di Messina. è passato poi ad Antonio Peralta e poi alla famiglia Alliata. E fu infatti Antonio Alliata, dei principi Villafranca, che il 27 novembre del 1449 ottenne il permesso di congregare genti ed edificare una fortezza sul territorio, a condizione però che il paese prendesse il nome di Villafranca.

Comuni limitrofi : Burgio - km. 3, Lcca S. - km. 4, Ribera - km. 14, Caltabellotta -km. 23.

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Le feste religiose

LA MADONNA DEL MIRTO

Mese di agosto.

Oggetto di devozione di questa festa è il quadro della "Madonna del Mirto". La storia di questo quadro, che originariamente si chiamava "Madonna del Buon Riposo", risale ai primi del XVI secolo, al tempo in cui i monaci domenicani raccoglievano offerte per la costruzione della basilica di San Pietro in Roma. Il quadro veniva offerto al principe Antonio Alliata in gratitudine per l'offerta generosa data. Quando il principe decise di adornarne una stanza, il quadro misteriosamente scomparve, e, altrettanto misteriosamente venne ritrovato per ben due volte nel medesimo cespuglio di mirto. Poiché il luogo si trova in un posto a metà strada tra Burgio e Villafranca Sicula, il quadro venne conteso tra le due comunità. Infine si decise che il quadro doveva appartenere a Villafranca, mentre sul luogo del ritrovamento veniva eretta una bellissima chiesa a tre navate con ricchissimi stucchi e con oro zecchino.

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