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Gli ethne di Sicilia

Visitate la Valle dei Templi di Agrigento con le guide turistiche abilitate. La storia degli ethne siciliani rientra nelle visite guidate delle Guide turistiche di Agrigento

Visite guidate storico-monumentali di Agrigento.

La Sicilia per la sua particolare posizione geografica da sempre è stata momento di incontro di diversi gruppi etnici il cui studio inizia con l'inizio della storia dell'occidente. Ad Agrigento la stazione di Serraferlicchio testimonia la presenza di popolazioni indigene. Oggetti appartenenti a questa facies sono visibili nel museo archeologico regionale di San Nicola. Prenotate u servizio di guida turistica professionale ad Agrigento
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1. TUCIDIDE[1] (6,II,1-6)

In tal modo anticamente fu colonizzata la (Sicilia) e tante numerose genti la occuparono in complesso. Antichissimi dunque si dice abbiamo abitato in qualche parte delle regione i Ciclopi e i Lestrìgoni, dei quali io non saprei dire né la schiatta, né donde siano venuti o dove siano emigrati: basti (di ciò) quanto è detto dei poeti e quel che ognuno ne pensi. Dopo di quelli i SICANI sembra l'abbiano abitata per primi, come essi stessi dicono, e prima (di quelli) per il fatto che erano autoctoni; ma come si trova ad essere la verità, erano Iberi e dal fiume Sicano dell'Iberia scacciati per opera dei Liguri. E da costoro allora era detta Sicanìa l'Isola, che prima si chiamava Trinacria; ed anche ora abitano le regioni della Sicilia verso occidente. E, avvenuta la presa di Ilio, alcuni Troiani fuggendo gli Achei giunsero sulle navi alle coste della Sicilia, ed essendosi stabiliti a confine con i Sicani, tutti insieme vennero chiamati Elimi, e le loro città (sono) Erice e Segesta.

Si stabilirono poi accanto a questi anche alcuni dei Focesi, trascinati dapprima dalla tempesta da Troia in Libia, e poi di qui in Sicilia. I Siculi intanto dall'Italia dove abitavano, fuggendo gli Opici, passarono in Sicilia su delle zattere come si può pensare e come anche si racconta, attraversando lo stretto dopo avere aspettato quando il vento era propizio; o forse impiegarono qualche altro mezzo di navigazione. Dei Siculi ce né ancora in Italia, anzi la regione fu chiamata Italia da Italo, un re dei Siculi che aveva questo nome. Passati dunque in Sicilia in gran numero, vinsero in battaglia i Sicani che confinarono nelle regioni meridionali e occidentali e fecero sì che l'Isola, da Sikanìa si chiamasse "Sikelìa". Compiuto il passaggio, occuparono e abitarono le zone più fertili del paese, circa trecento anni prima che vi ponessero piede i Greci; e ancora adesso essi si trovano al centro e al Nord dell'isola".

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I SICANI

  • I Sicani autoctoni

1. TIMEO di Tauromenio[6] ( in Diod. V,6, 1-2)

[...] "Ma Timeo, confutando l'ignoranza di questo storico (Filisto), dimostra chiaramente che essi erano autoctoni: e recando molte prove della loro antichità non riteniamo necessario discorrerne".

 

2. DIODORO SICULO (V,6,1-4, 6)

è necessario dire qualcosa in breve sui Sicani, i primi abitanti della Sicilia, poiché alcuni storici sono in disaccordo. Filisto, per esempio, afferma che i Sicani presero dimora in Sicilia dopo aver abbandonato la Spagna e che il loro nome - Sicani - deriva da quello di un fiume spagnolo, il Sicano. Ma Timeo, rendendo manifesta l'ignoranza di questo storico, dimostra puntigliosamente che essi erano autoctoni: egli adduce molte prove della loro antichità ma non riteniamo necessarie esporle. I Sicani, dunque, abitavano anticamente in villaggi ed avevano costruito le loro città sulle alture più forti a causa dei pirati. Essi non erano sottoposti al comando di un unico re ma in ciascuna città vi era un signore. Inizialmente abitavano tutta l'isola e si procuravano il cibo coltivando la terra; in seguito, poiché l'Etna eruttò fuoco da più bocche ed un gran torrente di lava si riversò nella zona, accadde che la loro terra fosse distrutta per ampio tratto. Il fuoco divorò un esteso territorio per parecchi anni. I Sicani, impauriti, abbandonarono le zone orientali della Sicilia e si trasferirono in quelle occidentali. Infine, molte generazioni dopo, il popolo dei Siculi, passato in massa dall'Italia in Sicilia, si stabilì sul territorio abbandonato dai Sicani. Ma poiché i Siculi avanzavano continuamente a causa della loro avidità e saccheggiavano le terree confinanti, scoppiarono spesso guerre fra loro e i Sicani fino a quando non furono stipulati patti e fissati di comune accordo i confini; [...] 6.Ultimi ma degni di menzione giunsero in Sicilia i coloni greci che fondarono città lungo il mare. Le popolazioni si mescolarono e, a causa del gran numero di Greci sbarcati in Sicilia, gli indigeni ne impararono la lingua; educati secondo costumi greci, essi alla fine rinunciarono alla lingua barbarica e al nome originario e furono chiamati tutti sicelioti.

 

  • I Sicani dall'Italia

 

1. PAUSANIA (5,25,6)

In Sicilia abitano: i Sicani, i Siculi e i Frigi; quelli arrivati là dall'Italia, I Frigi dal fiume Scamandro e dalla Troade.

 

  • I Sicani provenienti dall'Iberia

 

1. TUCIDIDE[7] (6,2,1-2)

Ha presente la tradizione siceliota e quella indigena.

 

2. ECATEO di Mileto [8] (F.G.H. 1 F 45 in Stef. Biz. s.v. Sikàne)

Conosce un idronimo Sikanò s in Spagna.

Probabilmente Tucidide deriva da Ecateo.

 

3. FILISTO di Siracusa[9] (F.G.H. 556 F 45 in Diod. 5,6)

"Essi (Sicani) emigrati dall'Iberia abitavano l'Isola, avendo ricevuto questo nome da un certo fiume Sicano in Iberia."

Li dice provenienti dall'Iberia.

 

3. DIONISIO DI ALICARNASSO (I,22)

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I SICULI

  • Sulle origini dei Siculi

1. DIONISIO D'ALICARNASSO[2] (1,XI, 2-4; 1,XII, 1)

XI.2. "Gli Arcadi, primi tra gli Elleni, attraversato l'Adriatico si stanziarono in Italia, condotti da Enotro figlio di Licaone,[...] nato 17 generazioni prima della guerra di Troia. 3.[...]Era con lui Peucezio, uno dei suoi fratelli. Lo seguivano molti compatrioti, e quanti tra gli Elleni non disponevano di terre a sufficienza. Peucezio dunque sbarcò al di sopra del promontorio Iapigio, nel primo luogo d'Italia dove aveva toccato terra, e vi fece stanziare le sue genti; e da lui gli abitanti di quella regione presero il nome di Peucezi. 4.Enotro, invece, portando con sé la maggior parte della spedizione, giunse all'altro mare, quello che bagna le regioni occidentali d'Italia. Questo si chiamava allora Ausonio, dagli Ausoni che abitavano le sue rive; ma dopo che i Tirreni stabilirono la propria egemonia marittima prese il nome che porta tuttora.

XII.1.E trovate colà molte terre adatte sia al pascolo che alle colture agricole, ma per la maggior parte deserte, e poco popolose anche quelle che erano abitate, ne liberò alcune parti dai barbari, e fondò sulle alture piccoli centri abitati vicini gli uni agli altri, secondo la forma di insediamento consueta tra gli antichi. E la regione occupata, che era vasta, fu chiamata Enotria, ed enotrie tutte le genti su cui regnò".

 

2. ANTIOCO[3] (in Dionis. Alic. 1,XII,3)

"Antioco di Siracusa, scrittore molto antico, quando vuole indicare i più antichi abitatori dell'Italia, dice che gli Enotri sono i primi occupatori che si ricordino e dice testualmente: " [...] la terra che ora si chiama Italia la occuparono anticamente gli Enotri". Venuto poi a trattare la forma di governo e narrando come in quel tempo Italo fosse divenuto loro re e da lui gli abitanti presero il nome di Itali, spiega che successivamente si chiamarono Morgeti, in quanto Morgete era succeduto sul trono di Italo. Quando poi Sicelo si trovò come ospite presso Morgete, fatto proprio il regno, divise la nazione; Antioco conclude dicendo che per questa ragione gli Enotri si chiamarono successivamente Itali, Morgeti e Siculi".

3. ANTIOCO (in Dionis. Alic. 1, LXXIII,4)

"...(Antioco) afferma dunque che ..."Quando Italo invecchiò, regnò Morgete. Sotto il suo regno venne un uomo che era stato esiliato da Roma. Il suo nome era Siculo...".

 

  • I Siculi provenienti dall'Italia prima della guerra di Troia (XIII sec. a.C.)

 

1. ELLANICO (F.G.H. 4 F 79 b in Dionis. Alic. 1,XXII,3)

"Pertanto la stirpe dei Siculi così lasciò l'Italia, come racconta Ellanico di Lesbo, nella terza generazione prima della guerra di Troia, essendo il ventesimo anno del sacerdozio di Alcione in Argo. Egli tramanda che due spedizioni di Italici passarono in Sicilia: la prima era quella degli Elimi che, si dice, fossero cacciati dagli Enotri. Quella che passò cinque anni dopo di questa era degli Ausoni, che fuggivano gli Iapigi, e il loro re era Siculo, da cui presero il nome e gli uomini e l'isola."[4] [4]Mi pare si tratti di un unico genos e di due gruppi (stolous) c'è dunque identità etnica per Ellanico tra Elimi(?) e Siculi?.

 

2. ELLANICO ( in Constant. Byz., in Steph. Byz. :Jacoby I, fr. 79a)

A quel tempo gli Ausoni, il cui capo era Sicelo, furono cacciati dall'Italia dagli Iapigi, e arrivando nell'Isola chiamata Sicanìa stanziatisi attorno all'Etna ivi abitarono e scelsero come loro re Sicelo e lì regnando, Sicelo ebbe potere su tutta l'Isola che da allora da lui, che governò anche lì, venne chiamata Sikelìa

 

3. FILISTO[5] (FRAGM.HIST.GRAEC. 556 F 46 in Dion. Alic.)

"Secondo quanto scrive Filisto il tempo del passaggio fu ottant'anni prima della guerra di Troia e il popolo trasferitosi dall'Italia non fu né di Ausoni né di Elimi bensì di Liguri, guidati da Siculo e dice che costui era figlio di Italo, e che il popolo sotto il regno di lui prese il nuovo nome di Siculi, e che i Liguri vennero cacciati dal loro paese dagli Umbri e Pelasgi".

 

  • I Siculi provenienti dall'Italia (XI sec.) dopo la guerra di Troia (XI sec. a.C.)

1. TUCIDIDE (6,II,4-5)

"I Siculi intanto dall'Italia dove abitavano, fuggendo gli Opici, passarono in Sicilia su delle zattere come si può pensare e come anche si racconta, attraversando lo stretto dopo avere aspettato quando il vento era propizio; o forse impiegarono qualche altro mezzo di navigazione. Dei Siculi c'è né ancora in Italia, anzi la regione fu chiamata Italia da Italo, un re dei Siculi che aveva questo nome. Passati dunque in Sicilia in gran numero, vinsero in battaglia i Sicani che confinarono nelle regioni meridionali e occidentali e fecero sì che l'Isola, da Sikanìa si chiamasse "Sikelìa". Compiuto il passaggio, occuparono e abitarono le zone più fertili del paese, circa trecento anni prima che vi ponessero piede i Greci; e ancora adesso essi si trovano al centro e al Nord dell'isola".

 

2. TUCIDIDE (in Dionis. Alic. 1, XXII, 5)

"Tucidide poi scrive che i Siculi furono quelli che emigrarono, Opici coloro che li cacciarono, e che il tempo fu molti anni dopo la guerra di Troia [...]".

 

3. ANTIOCO (F.G.H. 555 F 4 in Dionis. Alic. 1,22,5)

[...]"Antioco di Siracusa non indica il tempo in cui avvenne il passaggio, ma dichiara che quelli che emigrarono, cacciati da Enotri e da Opici, furono i Siculi che avevano eletto come capo della spedizione Stratone".

 

4. DIONISIO DI ALICARNASSO (1, XXII, 1-2)

I Siculi non furono più in grado di opporsi agli attacchi bellici mossi loro da Pelasgi e Aborigeni; radunati i figli e le mogli e raccolte le loro ricchezze in oro ed argento se ne andarono completamente da questo territorio. Essi si volsero a sud attraverso la fascia montagnosa verso l'Italia meridionale ma, dato che venivano respinti da ogni territorio, alla fine allestirono zattere presso lo stretto e, vigilato il sopraggiungere della corrente favorevole, trasmigarono dall'Italia alla più prossima delle sue isole. Essa era allora occupata dai Sicani, di stirpe iberica che vi erano giunti da non molto, quando se ne fuggirono via dai Liguri; dopo il loro stanziamento l'isola si chiamò Sikanìa, mentre prima si chiamava Trinacrìa, per la sua forma triangolare. Nell'isola, benché grande, non vi erano molti abitanti e la maggior parte del territorio rimaneva deserta. Trasferitisi dunque in Sicilia i siculi si stanziarono dapprima nella parte occidentale e successivamente in molte altre zone; il nome dell'isola cominciò allora dai siculi ad essere mutato in quello di Sicilia.

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GLI AUSONI

1. ANTIOCO (in Strabone V,4,3)

[...]Antioco dice che questa terra (Campania) era abitata dagli Opici, ai quali si dà anche il nome di Ausoni [...].

 

2. POLIBIO (in Strabone V,4,3)

[...]Polibio distingue due diverse stirpi e la sua opinione è questa; egli dice infatti che Opici ed Ausoni abitano questo territorio attorno al Cratere. Altri ancora dicono che prima la Campania era abitata dagli Opici e dagli Ausoni, poi la occupò un popolo degli Oschi che vennero sconfitti dai Cumani a loro volta sconfitti dai Tirreni[...].

 

3. DIODORO SICULO (V,7-9)

[...] Le isole di Eolo (così si racconta) erano anticamente deserte; in seguito Liparo (così si chiamava il figlio del re Ausone), sopraffatto dai fratelli che gli si erano ribellati, ma disponendo di navi da guerra e di soldati, fuggi dall'Italia e giunse sull'Isola che da lui prese nome Lipari; Vi fondò la città che porta il suo nome e coltivò le altre isole che abbiamo già menzionato. Liparo era ormai vecchio quando approdò a Lipari con alcuni uomini Eolo, figlio di Ippote che sposò la figlia di Liparo Ciane: Eolo fece in modo che i suoi uomini e gli indigeni partecipassero insieme al governo dell'Isola quando ne divenne il re; aiutò poi Liparo, che aveva nostalgia dell'Italia ad impadronirsi della zona intorno a Sorrento; qui Liparo regnò e morì dopo essersi procurato gran fama [...]

 

[...] I figli di Eolo furono sei di numero: Astioco, Xuto, Androcle, ancora Feremone, Giocasto e Agatirno, tutti si acquistarono grande rinomanza grazie alla fama del padre e al loro valore. Di essi Giocasto rivoltosi verso l'Italia regnò sulla zona costiera fino alla zona di Reggio. Feremone e Androcle dominarono la Sicilia dallo stretto fino alla regione di Lilibeo. Di questa i territori rivolti verso Oriente lì abitavano i Siculi, quelli verso occidente i Sicani. Questi due popoli erano molto in contrasto fa di loro, ma volentieri ubbidirono ai figli di Eolo per la fama di virtù del padre e per la loro moderazione. Xuto regnò sul territorio intorno a Lentini che da lui fino ad oggi viene chiamato Xuthia. Agatirno regnò sulla regione che anche ora è chiamata Agatirnide e fondò la città da lui chiamata Agatirno. Astioco ebbe la signoria di Lipari. Essi tutti imitando la virtù e la giustizia del padre ebbero grande fama. Dopo molte generazioni di discendenti succedutisi nei regni, finalmente, i sovrani della discendenza di Eolo si estinsero in Sicilia. Dopodiché i Siculi continuarono a chiamare al comando gli uomini migliori; i Sicani, invece, contendendo per il potere, combatterono gli uni contro gli altri per molto tempo.[…]

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I MORGETI

1. STRABONE (VI,2,4)

[...]Alcuni di questi popoli barbari della Sicilia erano autoctoni, altri venivano dal continente di fronte. I Greci non permettevano a nessuno di loro di raggiungere la costa, ma non erano abbastanza forti da cacciarli anche dall'entroterra; a quel tempo continuavano pertanto a vivere là Sicani, Siculi, Morgeti ed altri ancora che abitavano l'Isola, fra i quali c'erano ancora gli Iberi, che a dire di Eforo, furono i primi barbari ad insediarsi in Sicilia. è verisimile che Morgantium fosse stata fondata dai Morgeti; una volta questa città esisteva, ma ora non esiste più.[…]

 

2. ANTIOCO (Strabone VI,1,6)

[…]Antioco dice poi che, anticamente, tutta questa regione era abitata dai Siculi e dai Morgeti i quali successivamente, cacciati dagli Enotri, passarono in Sicilia. E dicono alcuni che da questi Morgeti prese il nome anche la città di Morgatium che si trova colà.[…]

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GLI ELIMI

1. TUCIDIDE (6,2,3)

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E, avvenuta la presa di Ilio, alcuni Troiani fuggendo gli Achei giunsero sulle navi alle coste della Sicilia, ed essendosi stabiliti a confine con i Sicani, tutti insieme vennero chiamati Elimi, e le loro città (sono) Erice e Segesta. Si stabilirono poi accanto a questi anche alcuni dei Focesi, trascinati dapprima dalla tempesta da Troia in Libia, e poi di qui in Sicilia.

 

2. ELLANICO (in Dion. di Alicarnasso 1,22,3)

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NOTIZIE BIOGRAFICHE

1. Tucidide Storico del V sec. a.C.

Autore della "Guerra del Peloponneso". Narra gli avvenimenti dal 478 al 411 a.C. (l'opera rimase interrotta). Forse visitò la Sicilia. Nel libro VI espone la situazione storico geografica della Sicilia, prima di raccontare gli avvenimenti della spedizione ateniese. Desume molti avvenimenti da Antioco di Siracusa (vissuto pochi anni prima di lui) ma forse non tutti (L. Braccesi).

 

2. Dionisio d'Alicarnasso.

Retore vissuto nel I sec. a.C. Autore di "Romaiké Archailoghia" in 20 libri. Importante perché cita i pareri di molti storici greci.

 

3. Antioco di Siracusa,

storico vissuto nel V sec. a.C. Autore di "Sikelikà" in nove libri, che vanno dal re sicano Kokalos al 424 a.C., e di una "Perì Italìas". Probabilmente è una fonte di Tucidide.

 

4. Filisto di Siracusa,

storico del IV sec. a.C. Scrisse 13 libri di Storie (perduti). Tratta gli avvenimenti dal 1200 al IV sec. Citazioni in Diodoro. Derivò gran parte delle sue conoscenze da Antioco. Fu ben noto a Timeo ed Eforo.

5. Timeo di Tauromenio. (Taormina)

Visse tra il IV e il III sec. a.C. Incerto il titolo e il numero dei libri che costituivano la sua opera (forse 38). Narrava la Storia della Sicilia dalla colonizzazione alla I guerra punica. Fu il primo storico che associò la cronologia romana con quella greca. Curò le origini di Roma e capì l'importanza di Roma nello scenario politico militare del mediterraneo

Nella sua opera ci sono sempre miti greci ambientati in occidente al fine di collegare la storia mitica della Grecia con l'occidente per cui l'occidente per Timeo non era estraneo alla Grecia ma era una continuazione.

Timeo registrò in sincronismo tra i vincitori olimpici e gli eponimi che davano i nome agli anni

 

6. Ecateo di Mileto

Logografo vissuto alla fine del VI sec. a.C.

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