Valle dei Templi Agrigento
 

Guide turistiche Valle dei Templi

Visitate Cammarata ed i comuni della provincia di Agrigento con le guide turistiche abilitate.

Prenotazioni visite guidate Agrigento

Guide turistiche Valle dei Templi di Agrigento. Nel nostro sito trovate le informazioni necessarie

Probabilmente esisteva già dal periodo arabo, ed il suo antico nome doveva essere Kamarat, ma ebbe sviluppo durante il periodo normanno, quando il castello e il territorio vennero donati dal conte Ruggero d'Altavilla ad una sua congiunta Lucia di Cammarata. L'ufficio turistico comunale organizza escursioni e visite presso: centro storico, azienda zootecnica, Eremo della Quisquina, Museo etnografico, Galleria d'arte, castello di Cammarata e per percorsi di montagna. Comuni limitrofi: S Giovanni Gemini, S. Stefano Quisquina.

Popolazione: 6.500 abitanti ca.

Distanza da Agrigento: 56 Km.

Vi si arriva da Agrigento per la SS 189; o per la SS 118 via Bivona e S. Stefano, 682 m slm.

top


Le feste religiose

LA FESTA DI SANT'ONOFRIO

Mese di settembre.

Si svolge il secondo lunedì di Settembre nel bosco di Sant'Onofrio dove vi è una antichissima chiesetta dedicata al Santo. Al mattino presto la statua del Santo viene prelevata dalla chiesa di S.Vito dove è custodita e portata in processione nel bosco alla chiesa di S.Onofrio, dove viene celebrata la messa. Nel piazzale antistante si vende carne macellata fresca, vino, frutta e cubaita, che al termine della funzione la folla acquista ed in gruppi si spargono per il bosco ad accendere i fuochi e ad arrostire le carni. Sul far della sera, dopo una giornata spesa fra schiamazzi, suoni e risate, il Santo viene riportato alla chiesa di S.Vito. è chiara l'origine pagana a carattere liberatorio e propiziatorio della festa.

top


Le feste popolari

LA SAGRA DEI FORMAGGI

Fine settembre e inizio ottobre.

La leggenda narra che un giorno un pastore errante che stava per attraversare il deserto mise il latte in una sacca che era lo stomaco di un agnello. Dentro quella sacca il latte e il caglio con il calore del sole si combinarono. Poi si separarono in cagliata e siero: era spuntato il formaggio.

Cammarata è famosa per il ferro battuto e la lavorazione del legno, ma soprattutto per i prodotti caseari. La sagra da la possibilità di gustare la ricotta, la tuma, il primo sale, il pecorino fresco e stagionato. La Sagra è organizzata dalla Pro Loco e da associazioni di privati e programma festività Annuali a Cammarata

top

 


I monumenti


 

LA CHIESA MADRE

Dedicata a San Nicolò di Bari patrono del paese

La chiesa fu costruita nel 1624 dopo che un incendio distrusse la prima Matrice, attestata fin dal XII sec. I lavori di ricostruzione iniziarono nel 1639 e durarono fino agli anni 1643-44, ma non portarono al completamento dell'attuale fabbrica: la cupola fu terminata nel 1701, mentre nel 1704 le navate. Altri interventi furono realizzati nel corso del XVIII sec come il pavimento della navata centrale che fu compiuto dal 1865 al 1868 e durarono ancora fino ai primi decenni del secolo scorso.

L'interno è a tre navate; è lunga m. 52,30, larga m. 17 e alta m. 24. Il presbiterio è lungo m. 15,30 e largo m. 8,30. E' ricca di opere d'arte.

All'interno della Chiesa Madre della Santissima Trinità si trova il dipinto di Padre Fedele da San Biagio raffigurante la Santissima Trinità e Santi collocato sull'altare maggiore. Nella stessa chiesa al pittore cappuccino può essere attribuita la tela con Cristo e le Anime Purganti. Si notano inoltre l'organo del XVI sec e il pulpito monumentale del 1776, il Bancone dei Giurati del 700, il Cristo Risorto di Antonio La Bella, una Deposizione della fine del 500, il Ciborio marmoreo di Andra Mancino, la Nicchia bramantesca in oro zecchino, le statue della Madonna dei Miracoli e di S.Nicola. Degna di nota la grande tela che raffigura Sant'Anna con accanto San Gioacchino, opera di Pietro D'Asaro, detto il Monocolo di Racalmuto, importante pittore del seicento siciliano.

top


CHIESA DELLA SANTISSIMA ANNUNZIATA

Il monastero della Santissima Annunziata fu fondato nel periodo in cui gli Abatellis erano signori del paese e cioè tra il 1435 e il 1500 e sorge nel quartiere della Gianguarna quasi sicuramente il più antico del paese.

Sino al XVIII sec nel monastero erano conservata la cassa dei depositi delle chiese e confraternite di Cammarata. Il monastero in seguito crollò per la zona franosa in cui sorgeva, ma sino alla fine del 700 fu abitato dalle monache benedettine. Resta la chiesa decorata da eleganti stucchi dorati. La chiesa oggi è preceduta da un atrio con arco ogivale e possiede un Crocifisso del XVII, un gruppo ligneo secentesco dell'Annunziata, una tela della Maddalena forse del Reni e un quadro di fra Felice di Sambuca.

top


CHIESA DI SAN VITO

Il quartiere di San Vito con l'omonima chiesa sorse tra il XIV e il XV sec.

Sulla costruzione dell'attuale chiesa non si hanno molte e precise notizie, ma sia lo stile uguale alle due matrici di Cammarata e San Giovanni, sia qualche documento fanno pensare che sia stata edificata tra la seconda metà del sec. XVI e la prima del XVII.

Ha pianta basilicale e un cappellone tra le due cappelle absidali del Sacramento e della Madonna del Riparo.

All'interno si ammira tra l'altro il bellissimo quadrone della Morte e Assunzione della Vergine proveniente dalla chiesa di Sant'Agostino. Il quadro è attribuito da alcuni studiosi a Giuseppe Salerno, detto lo Zoppo di Gangi; altri studiosi lo attribuiscono invece a Pietro Antonino Novelli figlio del Monrealese. E' stato restaurato nel 1986.

L'altare maggiore dedicato a S.Vito è ornato da stucchi barocchi che coprono la parete di fondo su cui in alto si apre l'Occhio di Dio. Ai lati della statua del Santo del XVII sec, si trovano le statue in gesso dei Santi Pietro e Paolo; sopra la trabeazione che orna la nicchia sono le statue pure in gesso, della Fede e della Fortezza. Sulle due pareti a destra e a sinistra in quadroni di stucco sono rappresentate scene della Vita e del Martirio di San Vito.

Ai due lati inferiori del cappellone si trovano gli stalli del coro con i braccioli di ogni sedile sorretti da aquile scolpite in legno.

A destra della maggiore segue la cappella del SS.Sacramento.

La cappella è opera del pittore e artista Carmelo De Simone di S.Giovanni. In uno dei due vasetti che ornano in alto la trabeazione il De Simone nascose due fogli di carta pergamenacea in cui scrisse di suo pugno la data e il nome. Scrisse pure che impiegò tre anni e non fu soddisfatto del pagamento. La parete centrale è ornata da un magnifico sfondo architettonico con colonne corinzie in stucco tra cui campeggia un bel quadro del S.Cuore di Gesù.

Nella volta a crociera sono affrescati Elia, David, Salomone e Mosè e ai due lati la Speranza e la Fede, Sulla parete sinistra si apre una finestra e sulla destra è un quadro di S.Maria Maddalena.

Le pareti sono ornate da pitture e stucchi con angeli, puttini, simboli eucaristici e strumenti della Passione.

Nell'altare di San Placido in cui è stata collocata la statua di San Domenico Savio, si osserva in alto il quadro interessantissimo di San Placido con la firma del pittore Francesco Lo Presti del 1597. San Placido è rappresentato in piedi sullo sfondo di un paesaggio con montagne coperte di neve da una parte e dall'altra con Messina, il suo porto, il suo faro e attorno scene di caccia e di pesca. A destra e a sinistra e sotto la figura del santo una serie di 16 quadretti in cui si narrano le vicende principali della sua leggenda con gusto popolaresco. Non si hanno notizie sull'autore che potrebbe essere di Cammarata.

Degno di nota l'altare dedicato al Crocifisso detto degli Angeli perché i bracci della sua croce sono decorati con testine di angeli. Il Crocifisso in legno del XVII sec. viene onorato con festa e cavalcata l'ultima domenica di maggio. Ai suoi piedi è un quadro secentesco dell'Addolorata. Per la festa il Crocifisso è portato in processione in una bellissima vara di legno quadrata e quattro piastrini ornati di colonne corinzie che sorreggono un cielo su cui, una volta si dice si trovava un angelo che è stato rubato.

La volta della navata centrale è ornata da stucchi con varie scene bibliche. Nelle fasce laterali cominciando da destra si notano: Dio creatore, Adamo, la creazione di Eva e un figlio, Adamo al lavoro della terra, Abele e Caino, l'uccisione di Abele, una scena di sacrificio.

Nella fascia centrale in successivi quadri: la cena di Emmaus, una Madonna (recente), il pozzo di Sicar, una donna in preghiera e otto tondi con grotteschi.

Gli stucchi di scarso valore furono probabilmente eseguiti da artisti locali.

Nella chiesa si trova un organo settecentesco che restaurato funziona con energia elettrica.

Nella sacrestia si ammira un bancone-armadio in legno scolpito.

top


LA CHIESA DI SAN DOMENICO

La chiesa fu edificata dai domenicani al posto di quella di Sant'Antonio che era stata loro concessa nel 1509 con l'ospizio per uso di convento. Nel 1913 un incendio ne distrusse l'abside e il tetto. La ricostruzione iniziata nel 1929 venne completata nel 1934. La chiesa conserva i quadroni di S.Giacinto, di S.Vincenzo, di S.Domenico, del Rosario, di S.Agostino, della Madonna del Rosario, della Deposizione e le statue di A.Antonio, di S.Vincenzo, del Crocifisso, dell'Addolorata e della Madonna del Rosario.

top

 


CASTRUM CAMMARATAE

Il castello ubicato nella parete nord-orientale del paese in posizione elevata e strategica.

Ebbe origine da un piccolo casale munito di torre e cinta fortificata. Successivamente fu ampliato accentuando il suo carattere di castello rinforzando gli elementi difensivi, mentre il nucleo abitato fu spostato più in basso costituendo la Terra cioè il borgo feudale che sarà pure cinto da mura ma rimarrà sempre distaccato dal castello.

Nel 1141 si ha notizia di un castellum.

Nel 1150 Cammarata viene citata come Casal Grosso con castello.

L'Amari riferisce che il Conte Ruggero d'Altavilla distribuì ai suoi soldati le terre minori occupate da lui sino al 1080 nella Sicilia settentrionale, mentre quelle della parte orientale e meridionale furono date ai suoi parenti. Cammarata fu data alla parente Lucia.

Sappiamo che in seguito e precisamente nel XIII secolo appartenne alla famiglia Maletta.

Dal 1272 al 1281 la Terra e il castello furono proprietà demaniale.

Si succedettero quindi i Palazzi, i Doria, i De Gabrile e gli Aragona.

Nel XIV secolo raggiunse dimensioni notevoli e fu munito di 4 torri.

Nel 1391 Cammarata fu elevata a Contea.

Nel 1537 fu danneggiato dal terremoto.

Del XVII si conosce un'immagine del castello che fu rappresentato nel quadrone di Sant'Ignazio e di San Francesco Saverio dipinto per la Chiesa Madre.

Dopo la fine del Feudalesimo tra il Comune e gli eredi Paternò sorse una lunga controversia e solo nel 1838 il castello venne occupato dal Comune il quale lo cedette a don Giuseppe Longo da cui passò alle Salesiane figlie di Maria Ausiliatrice per stabilirvi un orfanotrofio.

Oggi è in parte di proprietà pubblica (Comune) e in parte privata (Ente Ecclesiastico Madre Maria Mazzarello). La parte comunale è in stato di abbandono, quella privata è sede di un asilo.

La struttura del castello si può desumere solo dalle fonti storiche, poiché nel tempo si sono susseguiti parecchi crolli dovuti alle cattive condizioni del terreno roccioso sottostante le fondazioni e al degrado della struttura muraria. Ha impianto rettangolare con torri angolari.

top

Guide turistiche Valle dei Templi Agrigento
Home
Le guide turistiche
Le visite guidate
Da sapere
Info
Eventi
L'album
Dicono di noi
Le Guide in Italia
Le Guide nel mondo
Partners
Contact
 

Agrigento Guide turistiche

Cammarata ed i comuni nell'entroterra della provincia di Agrigento con le guide turisticheValle dei Templi abilitate dalla Regione Sicilia

Guide turistiche Valle dei Templi

Prenotazioni visite guidate della Valle dei Templi di Agrigento