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BIVONA

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Notizie storicheLe feste religiose-I monumenti

Il suo territorio si estende su una superficie di 8860 Ha e confina con i Comuni di Alessandria della Rocca, Lucca Sicula, Cianciana, Ribera, Calamonaci e Palazzo Adriano. La città, che conta 5000 abitanti, circa è attraversata dai fiumi Magazzolo e Alba. La temperatura oscilla tra i 5 C° e i 18 C° d'inverno, ed i 20 C° ed i 35 C° d'estate. Bivona è conosciuta per la sua gustosissima "Pescabivona" che costituisce uno dei principali prodotti dell'economia locale. Il primo documento storico relativo all'abitato risale al 1160 ca., epoca in cui era un casale abitato da Musulmani che lasciarono che lasciarono tracce evidenti nel dialetto e nella toponomastica locale. Il paese fu infeudato alla fine del '200. Passata in feudo dai Chiaramonte ai Peralta e, nel '400 ai Luna, la città venne coinvolta nella contesa che nei secoli XV e XVI oppose le famiglie dei Luna e dei Perollo e che si concluse sanguinosamente nel 1529 col famoso Secondo Caso di Sciacca. Dopo un periodo di floridezza, iniziò nel '600 per Bivona una lenta decadenza economica e demografica, in cui ebbe gran peso la fondazione di molti centri abitati nelle sue vicinanze. Nel 1818, abolita la feudalità, Bivona venne prescelta come capoluogo di Distretto, e dal 1927 fu sede di sottintendenza e poi di sottoprefettura, divenendo un importante centro amministrativo per altri 12 comuni dell'entroterra agrigentino. Una delle maggiori risorse è rappresentata dall'agricoltura, ed in special modo dalla coltivazione della già citata "Pescabivona". La superficie dei pescheti e'di circa 2000 acri, in cui le piante si sistemano a quadrato o a rettangolo. Ogni pianta produce tra i venti e i quaranta chili e la produzione annua della zona è di circa 2.500 tonnellate. Da più di un trentennio questo frutto è presente a Bivona con proprie caratteristiche. Infatti i terreni permeabili, neutri, in parte tendenti all'argilloso ed in parte al calcareo, ed il clima mite temperato hanno favorito la diffusione della pianta.

Popolazione: 5.100 abitanti ca.

Distanza da Agrigento: Km. 65. Altezza 503 m. s.l.m.

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Le feste religiose

LA FESTA DI SANTA ROSALIA

Mese di settembre

"Sin dalla fine del '400, ogni anno a Bivona viene celebrata, il 14 Settembre, la festa in onore di Santa Rosalia, patrona del paese. Nei tempi passati il 2 Settembre, sfilava per tutto il percorso della processione "la fiaccolata"..., portata dalla Confraternita di S. Rosalia, i cui componenti indossavano un saio bianco con cappuccio..., ornato di una fascia azzurra che terminava con l'immagine della Santa racchiusa in una cornice. La vigilia della festa, a mezzogiorno, veniva portato in processione la reliquia della Santa dalla Chiesa Madre a quella di S. Rosalia. 114 Settembre avveniva la processione del fercolo della Santa, durante la quale venivano condotti gli stendardi (`ntinna), aste molto lunghe e pesanti, tutte dorate, che persone competenti facevano passare da una mano all'altra, sulla fronte e sul mento con maestria". (Scuola Media Statale "G. Meli"- Immagini e Testimonianze del Nostro Passato pagg. 162/164). Attualmente la processione del fercolo della Santa si svolge il 4 Settembre e viene accompagnata da bande musicali; si conclude con i tradizionali giochi d'artificio. Per l'occasione, si svolge, inoltre, una fiera paesana in cui numerose bancarelle vendono giocattoli ed oggetti utili per la casa. Le vie principali del paese vengono addobbate con archi luminosi.

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I Monumenti

IL CASTELLO - CASTRUM TURRIS BIBONAE

LA CHIESA MADRE

ANTICA MATRICE


IL CASTELLO - CASTRUM TURRIS BIBONAE

Si trova nel centro urbano. Fu fondato nel XIV sec e ricostruito nello stesso secolo.
La terra Bibone è annoverata in una lista di terre e castelli siciliani nel 1355.
Nel 1359 la terra viene quasi totalmente distrutta da Francesco e Guido Ventimiglia e la torre fu così riedificata da Corrado. Dal 1363 al 1391 la famiglia Chiaramonte possiede Bivona che nel 1392 passa a Pietro Moncada. Nel 1397 Nicolò Peralta riceve la terra e il castello di Bivona che nel 1406 passa a Francesco Castellar e nel 1408 agli eredi di Nicolò Peralta. Nel 1558 la terra assume il titolo di Ducato. Il castello è di proprietà comunale e privata. I resti sono inglobati in strutture successive del XVI sec caratterizzate da una scarpa alla base dei muri. L’impianto planimetrico non è rilevabile. Il castello era inserito all’estremità nord-est del tessuto urbano medievale, nel punto più alto del sito per proteggere il casale preesistente.

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LA CHIESA MADRE

In origine era la Chiesa del Collegio dei Gesuiti, che la fecero costruire nel XVII secolo. Divenne Chiesa Madre nel 1781, in sostituzione della vecchia Matrice Chiaramontana. L'impianto della chiesa a navata unica con cappelle laterali e tipicamente barocco. La decorazione interna presenta stucchi in oro zecchino su fondo bianco. All’interno vi si ammirano alcune tele del Seicento e al singolare altare delle reliquie, detto anche "degli specchi" (1727) e alcune interessanti opere d'arte provenienti dall'antica Matrice: il simulacro ligneo del Crocifisso Nero del secolo XVI, oggetto di fervoroso culto nei secoli passati perché ritenuto miracoloso; la statua marmorea cinquecentesca di scuola gaginesca raffigurante la Madonna con il Bambino, che dà il nome alla chiesa (Mater Salvatoris), e il fonte battesimale del XIV sec.

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ANTICA MATRICE

Fu fondata dalla famiglia Chiaramonte nella seconda metà del XIV secolo. Oggi rimane il portale in stile gotico chiaramontano dove si può riconoscere traccia dell'arme in qualche stemma inserito nel prospetto.

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