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Visite guidate della Valle dei Templi Agrigento

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Guide turistiche della Valle dei Templi di Agrigento

Prenotazioni visite guidate della Valle dei Templi con le guide turistiche di Agrigento. Escursioni nei paesi della provincia di Agrigento


Alle falde del Monte San Marco, nella regione collinare tra i fiumi Platani e Salso, si estende il centro di Aragona.

La sua fondazione risale agli inizi del 1600 per volontà del Conte di Comiso Baldassare Naselli. La famiglia Naselli governò il paese sino alla fine del secolo scorso. La baronia fu elevata a principato dal re Filippo IV, ed un palazzo per il principe fu subito costruito nel paese.

Nel 1872 il palazzo divenne un ricovero per orfanelle, per volontà del sacerdote Luigi Burgio Naselli.

Popolazione: circa 10.000 abitanti.

Distanza da Agrigento: Km 15 S.S. 189

Archeologia

Sul Monte San Vincenzo in c.da Caldare vi è un villaggio che, fiorito soprattutto in età castellucciana (XXI-XV sec. a.C.), séguita fino a questo periodo (XIII-XII sec. a.C.), al quale si possono riferire alcune tipiche tazze su alto piede decorate a nervature. Ma di grandissimo interesse è una tomba. In essa si associano alcuni vasi di ceramica grigia non decorata, fra cui una olletta e alcuni piedi altissimi tubolari (che ricordano i tipi caratteristici di Thapsos), due grandi bacili in lamina bronzea e due grandi daghe. I bacili potrebbero essere importazioni dal mondo miceneo.

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I monumenti

PALAZZO NASELLI

Si ritiene che sia stato costruito tra il 1665 e il 1685 ad opera del principe Baldassarre Naselli,così come risulta da atto notarile. Il suo aspetto severo, massiccio e bloccato, appena ingentilito dalle loggette angolari e dall'ariosa loggia centrale, si ricollega a precedenti modelli cinquecenteschi piuttosto che alla coeva cultura architettonica barocca. Non a caso per il palazzo si è fatto riferimento anche a dei modelli legati a schemi compositivi e apparati linguistici di chiara matrice rinascimentale e manierista, con particolare rimando al Palazzo Reale di Messina. Gli ambienti presentano nella loro straordinaria conformazione cubica, un'organizzazione rigorosamente cartesiana che trova corrispondenza nella chiara composizione assiale simmetrica. Questa impone l'introduzione di due scaloni d'onore perfettamente speculari che si ricongiungono nella loggia centrale, preludio alla monumentale sequenza delle sale del piano nobile. Baldassarre IV Naselli, al contrario dei suoi avi avversi alla campagna, dimorò stabilmente nel palazzo. Personaggio autorevole e poliedrico, seppe coniugare con equilibrio magnificenza, mondanità e cura delle finanze patrimoniali. Gli ultimi anni della sua vita trascorsi ad Aragona furono caratterizzati da crescente religiosità che lo spinse a prendere i voti nel 1703.Il palazzo acquistò così il duplice aspetto di dimora aristocratica e di aulico convento. Un'ampia cappella fu creata nel piano nobile comunicante con la camera da letto e con la grande loggia centrale del prospetto principale. Il palazzo raggiunse il suo massimo splendore nei primi del 700 con Baldassarre V Naselli Branciforte che aggiunse nuovi arredi, una ricchissima quadreria e cicli pittorici nelle sale principali del piano nobile. Secondo la tradizione fu il pittore Guglielmo Borremans (1670-1744) a ricevere l'incarico di affrescare la galleria, l'antegalleria e le volte delle loggette della dimora. Gli affreschi con temi allegorici dell'antegalleria e della corrispondente soggetta sono gli unici ad essere giunti fino a noi. Dalle pitture superstiti appare incerta l'attribuzione al Borremans. Si è ipotizzato che parte del dipinto fosse da attribuire al pittore romano Gaspare Fumagalli che opera in Sicilia tre il 1735 e il 1785. Baldassarre V sperperò il patrimonio immenso della famiglia costituito dai territori di 4 stati: la Contea di Comiso, il principato di Aragona, il principato di Poggioreale, il marchesato di Gibellina, il baronato di Castellammare con le tonnare di San Vito o del Secco e di Scopello. In ognuno di essi i Naselli avevano edificato un palazzo. La morte di Baldassarre nel 1753 segna l'inizio della decadenza del palazzo che coincide con le prime traversìe finanziarie della famiglia. Le presenze dei principi ad Aragona diverranno sporadiche e il palazzo non era più una residenza stabile. La mancanza di manutenzione causò il declino dell'edificio e si verificò il crollo della volta della galleria affrescata

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Le feste popolari

A SAGRA DO TAGANU

I° Sabato dopo Pasqua.

Il Tagano è un piatto tipico di Aragona a base di pasta, uovo, carne, formaggio etc., Il Tagano è una pasta al forno, anzi una mattonella di maccheroni rigati, 50 uova, un chilo di tuma, tritato e brodo di carne, aromatizzata con cannelle, prezzemolo e pepe. La dose suddetta vale per 4 persone. Il piatto si può gustare accompagnato da vino novello bianco in piazza Umberto I. Strato dopo strato, prima la pasta, poi le uova e il formaggio infine il tritato di carne; continuano così fino a che la teglia non è satura, poi tutto è spolverato con cannella e pepe nero. Cotto in forno almeno per due ore si può mangiare freddo o caldo. La degustazione è gratuita ed è organizzata con il contributo del Comune, della Pro Loco e della Provincia Regionale.

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LA SAGRA DELLA SALSICCIA

Ogni anno la seconda domenica di settembre si svolge ad Aragona questa sagra che ha radici antiche: un tempo tutti i macellai della città si riunivano dentro tante baracche dove si trovava la salciccia calda da mangiare sul posto e la carne di maiale genuina da portare a casa. Oggi spesso il ricavato di questa festa è devoluto in beneficenza. Si offre ai partecipanti un panino con alcuni rocchi di salsiccia cucinata alla brace e condita solo con sale e pepe e naturalmente un bicchiere di vino.

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