La professionalità delle guide turistiche di Agrigento nasce da uno studio sistematico e costante delle pubblicazioni scientifiche di particolare interesse come ad esempio l'articolo della dott.ssa Graziella Fiorentini già Soprindendente ad Agrigento. La visita guidata vi farà conoscere la storia dei monumenti di Agrigento. Il parco archeologico Valle dei Templi di Agrigento si estende per 1400 ettari ca.
Visitate con noi l'antica Akragas - La più bella città dei mortali - non perdete l'occasione di visitare il sito archeologico di Agrigento con una guida turistica abilitata che vi permetterà di cogliere il significato intrinseco dei monumenti nel loro contesto storico passeggiando nella Valle dei Templi. Con le guide turistiche il museo e la Valle dei templi sono un'altra storia. Guide turistiche del parco archeologico di Agrigento.Le guide turistiche di Agrigento che trovate nel sito sono abilitate dalla Regione sicilia ad effettuare visite guidate nei siti archeologici. La Valle dei Templi di Agrigento ha un'estensione di 140 h. ca e si trova nel parco archeologico di Agrigento. Da non perdere la visita guidata con le guide turistiche abilitate
Itinerario archeologico nella Valle dei Templi di Agrigento con le guide turistiche abilitate. Visite guidate storico monumentali del parco archeologico Valle dei Templi ad Agrigento per gruppi turistici e turisti individuali. La guida turistica ad indirizzo storico consiglia la visita del museo e del centro storico. Visite guidate per le scuole della Valle dei Templi di Agrigento
La visita guidata della Valle dei Templi di Agrigento prevede la visita dei templi lungo la collina sacra di Akragas. Prenotate in questo sito la vostra visita guidata del parco archeologico di Agrigento con le guide turistiche
Nell'area occupata dal museo archeologico si trovava l'agorà dell'antica città di Akragas. Secondo alcuni studiosi, la città aveva due agorai. L'altra si trovava nei pressi del cosiddetto tempio di Ercole. Per i greci l'agorà era il luogo di riunione, dove sorgevano gli edifici pubblici e rappresentava il centro politico, amministrativo ed economico della polis.
I resti del Bouleuterion e di altri edifici sono visibili a nord del museo archeologico in un'area ancora in fase di scavo e non aperta al pubblico.
A sud del museo archeologico si possono visitare i resti dell'Ekklesiasterion, sede dell'assemblea cittadina, datante del IV secolo a.C. In epica romana l'area divenne sede del foro e fu costruito un tempietto, oggi detto Oratorio di Falaride. Esso si elevava sopra un podio preceduto da una scala e aveva sulla facciata quattro colonne ioniche che sostenevano la decorazione di stile dorico; in epoca medievale il tempietto fu trasformato in cappella.
A nord del cosiddetto tempio di Ercole, sono visibili i resti del Ginnasio. Il complesso, forse sorto in età ellenistica, venne totalmente rinnovato in età augustea. Il Ginnasio risale al II sec. a.C. mentre in base ai reperti ceramici la fase di abbandono si colloca tra la fine del II e la prima metà del III sec d.C. Uno degli elementi più caratterizzanti e significativi dell'intero complesso del Ginnasio è un portico la cui lunghezza accertata è di m. 190, formato da una navata larga m. 7 con un colonnato di cui restano le tracce della base sullo stilobate e frammenti architettonici delle colonne, dei capitelli, della trabeazione e della cornice rinvenuti sparsi nell'area di scavo. Il colonnato doveva avere una copertura ad unica falda a spiovente; lo stilobate è composto da blocchi quadrangolari di arenaria. Sui blocchi della base è ricavata una stretta canaletta collegata al sistema idrico generale che alimentava una serie di pozzetti. La trabeazione era di stile dorico. Le colonne erano poco slanciate. Lungo il portico si estendeva la pista scoperta del complesso di cui però non sono stati individuati i punti di partenza e di arrivo. Doveva essere lunga m. 190 circa e larga m. 9.50. La pavimentazione della pista era costituita da battuti di sabbia o di argilla e solo in un tratto è formata da uno strato di tritume di arenaria. Quest'ultimo era delimitato da due file contrapposte di sedili in arenaria il cui rivestimento in cocciopesto presenta un'epigrafe. Una parte dei sedili è conservata nel Museo Archeologico Regionale di Agrigento e reca una dedica di Lucio ad Ermes ed Eracle. L'iscrizione dei sedili in situ è molto danneggiata ed è anch'essa una dedica. A nord la pista dello stadio era connessa ad una rampa che conduceva ad una vasca monumentale (loutron) di forma rettangolare. L'adduzione dell'acqua avveniva tramite un condotto in tubi di terracotta.
Ancora oggi non si conosce l'ubicazione del teatro dell'antica città di Akragas